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In occasione delle celebrazioni per il secondo centenario della nascita di Carlo Lorenzini, noto al grande pubblico con lo pseudonimo di Collodi, la Biblioteca Comunale Teresiana è lieta di annunciare l’apertura della mostra Pinocchio. Storia e fortuna, un percorso espositivo dedicato al capolavoro che ha attraversato generazioni e confini culturali: Le avventure di PinocchioLa mostra è inserita nell’ambito della giornata di studi “Carlo Lorenzini (Collodi). Nel secondo centenario della nascita”, promossa dall’Accademia Nazionale Virgiliana in collaborazione con l’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea.

L’inaugurazione si terrà il prossimo 6 marzo alle ore 16:30 presso la Biblioteca Comunale Teresiana.

L’esposizione sarà visitabile dal 7 marzo al 4 aprile, durante gli orari di apertura della biblioteca.

Il personaggio di Pinocchio fa la sua prima apparizione nel 1881 sul Giornale dei Bambini, supplemento del quotidiano Fanfulla, con il titolo Le avventure di un burattino. Il racconto compare inizialmente sulla rivista in sette puntate. L’immediato e diffuso successo spinge Collodi ad ampliare le avventure del burattino: tra il 1882 e il 1883 Il Giornale dei Bambini pubblicherà complessivamente 30 episodi, poi confluiti nella prima edizione completa dell’opera, uscita nel 1883 presso l’editore fiorentino Felice Paggi.

Questa storica edizione - presente in mostra grazie ad un prestito proveniente dalla collezione privata di Maurizio Alloro - è accompagnata dalle splendide illustrazioni di Enrico Mazzanti, che hanno definitivamente delineato le caratteristiche del più noto burattino del mondo, imprimendo nell’immaginario collettivo l’icona di Pinocchio così come ancora oggi la riconosciamo.

Attraverso edizioni storiche, volumi illustrati, apparati iconografici e testimonianze critiche, la mostra ripercorre le tappe fondamentali della storia editoriale dell’opera, dalla sua prima pubblicazione a puntate fino alle traduzioni e reinterpretazioni contemporanee.

Particolare attenzione sarà dedicata alla fortuna iconografica di Pinocchio: le immagini che ne hanno definito il volto, i tratti e l’immaginario collettivo, contribuendo a trasformare un racconto nato nell’Italia dell’Ottocento in un mito universale. Illustratori, editori e artisti hanno dato forma, nel corso di oltre un secolo, a visioni differenti del burattino di legno, rendendolo ogni volta nuovo e attuale: le interpretazioni dell’iconografia di Pinocchio realizzate nei primi anni del Novecento da artisti quali Carlo Chiostri (1901) e Attilio Mussino (1910), per la casa editrice Bemporad, Piero Bernardini per la Marzocco (1921) o di Sto (Sergio Tofano, nel 1921) segnano le tappe di un percorso di diffusione del romanzo che diventerà rapidamente un classico universale, tradotto in circa 300 lingue.

La mostra offre inoltre una riflessione sul valore educativo e simbolico dell’opera, capace di parlare ancora oggi a lettori di ogni età, affrontando temi come la crescita, la responsabilità, il desiderio di libertà e il rapporto tra verità e menzogna; un percorso che muove dalle origini letterarie del romanzo e ne illustra l’evoluzione iconografica nonché i diversi approcci interpretativi. Nel corso del Novecento e fino ai più recenti contributi critici, “Le avventure di Pinocchio” sono state oggetto di un’ampia e articolata riflessione interpretativa che ne ha progressivamente rivelato la complessità strutturale e simbolica. Lontano dall’essere soltanto un racconto per l’infanzia, il testo è stato indagato come un’opera stratificata, capace di accogliere molteplici livelli di lettura.

Numerosi studi hanno messo in evidenza il carattere simbolico del romanzo: la materia lignea di cui è fatto il protagonista, le sue continue metamorfosi, le cadute e le “rinascite”, il motivo del naso che si allunga, la figura salvifica della Fata, fino alla trasformazione finale in “bambino vero”, sono stati interpretati come segni di un percorso di iniziazione e di conquista dell’identità. In questa prospettiva, Pinocchio incarna l’itinerario universale dell’essere umano verso la coscienza, la responsabilità e l’autenticità. Parallelamente, la critica ha sottolineato la funzione educativa dell’opera, inserendola nel contesto dell’Italia postunitaria. Il romanzo è stato letto come strumento pedagogico volto alla formazione del cittadino.

Non mancano le interpretazioni psicoanalitiche che hanno approfondito il testo come racconto di formazione dell’Io e come dramma del rapporto padre-figlio, ma non meno rilevanti sono le letture sociali e politiche, che hanno individuato nel romanzo una sottile rappresentazione dell’Italia ottocentesca.

Proprio questa ricchezza interpretativa ne sancisce il carattere di testo “senza tempo”, sempre aperto a nuove letture e interrogativi.

Con questa iniziativa, la Biblioteca Comunale Teresiana rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio librario e nella promozione della cultura letteraria, celebrando uno dei testi fondativi della narrativa per l’infanzia e uno dei più importanti contributi italiani alla letteratura mondiale.

“Pinocchio. Storia e fortuna” si propone dunque come un omaggio a Carlo Lorenzini e alla straordinaria vitalità del suo personaggio, simbolo di immaginazione, trasformazione e crescita, che continua a parlare al presente con sorprendente modernità.

 

Categoria: EVENTI E NOTIZIE