Giorgio Milani. Babele è il catalogo della mostra allestita nelle sale monumentali della Biblioteca Comunale Teresiana di Mantova dal 27 giugno al 19 settembre 2026.

Il catalogo viene presentato lunedì 28 settembre 2026 alle ore 17:00 presso lo spazio Arrivabene 2, via Arrivabene 2, Mantova. Il volume accompagna e documenta l’esposizione, restituendo l’itinerario di una ricerca artistica che si colloca lungo la soglia feconda tra scultura, grafica e indagine concettuale. Attraverso i contributi dei curatori Francesca Ferrari, Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi assieme  ai testi di Cesare Guerra e Tommaso Trini il catalogo propone una lettura dell’opera di Milani a partire dalla figura biblica di Babele, interpretata non come simbolo di dispersione o incomprensione, ma come straordinaria metafora della pluralità dei linguaggi e della complessità del mondo contemporaneo.

Al centro della ricerca di Milani è la lettera, sottratta alla sua funzione esclusivamente alfabetica e ricondotta alla propria consistenza materica. Attraverso la ricomposizione plastica di antichi caratteri tipografici in legno e metallo, salvati dalla dimenticanza, il segno diviene materia, volume, ritmo e architettura dello spazio. Il catalogo ripercorre i principali cicli della produzione dell’artista — dalle Torri di Gutenberg alle Babeli, fino ai Poetari e alle Sindoni — mettendo in luce il progressivo passaggio dalla dimensione grafica a una vera e propria costruzione plastica del linguaggio. In questo percorso, la biblioteca e il suo patrimonio di manoscritti e incunaboli costituiscono non soltanto lo sfondo dell’esposizione, ma un interlocutore essenziale dell’opera di Milani. Il dialogo tra la materia antica della parola e la sua reinvenzione contemporanea costruisce una relazione tra memoria e presente, tra frammento e ricomposizione, tra singolo segno e forma collettiva. La frammentazione della parola si trasforma così, nell’opera di Milani, in una tensione verso il dialogo e la relazione. Il catalogo restituisce questa ricerca attraverso le opere esposte e i contributi critici, proponendo al lettore una chiave di accesso a un universo nel quale la lettera, liberata dalla sua funzione originaria, diviene forma, spazio e dispositivo di conoscenza. In questo incontro tra arte contemporanea e patrimonio librario, Babele si offre infine come una metafora aperta della pluralità dei linguaggi e della possibilità di ricomporre, attraverso l’arte, lo spazio condiviso della conoscenza.

Locandina della presentazione del catalogo

L'artista Giorgio Milani e due dei curatori della mostra, Francesca Ferrari, direttrice delle Biblioteche del Comune di Mantova e Massimo Ferrari, docente del Politecnico di Milano, raccontano la mostra Giorgio Milani. Babele hanno raccontato la mostra anche in un video realizzato dal regista e videomaker Roberto Dassoni.

«Siamo immersi più che mai nella babele. C'è una babele delle religioni, una babele della cultura, una babele dei popoli, che sfocia spesso nel sangue dei conflitti. tema molto di attualità. Ma a me interessa anche la babele della comunicazione.» Con queste parole inizia il racconto dell'artista Giorgio Milani che da più di 40 anni porta avanti la sua ricerca artistica utilizzando gli antichi caratteri mobili tipografici, che tanto lo affascinano e attraverso i quali è passata tanta cultura prodotta dall'umanità.

Per Massimo Ferrari l'idea di mettere in dialogo le opere di Giorgio Milani con la Biblioteca Teresiana e il patrimonio antico che essa conserva è una sorta di matrimonio perfetto: pensando anche al fatto che «immaginare che i libri che sono stampati con i caratteri mobili possano avere un confronto con i caratteri mobili che Giorgio Milani compone in forme reali e irreali era come evidenziare il senso profondo che ha la parola stampata attraverso la sua composizione con i caratteri mobili.»

In particolare, come racconta Francesca Ferrari, l'idea della mostra «nasce da una suggestione, una lettura critica della babele, del concetto della biblioteca di Babele di Borges» per arrivare ad una nuova idea, che si intravede nell'opera artistica di Giorgio Milani «della biblioteca come rifugio», un'idea estremamente contemporanea perché «la biblioteca oggi rappresenta effettivamente questo luogo generativo» che continua ad essere spazio di conservazione dei materiali storici, della storia e della cultura, ma è anche «uno spazio per produrre nuova cultura soprattutto attraverso il confronto sociale».

Scopri il video integrale sul canale YouTube della Biblioteca Comunale Teresiana: https://www.youtube.com/watch?v=_4o6TB7SpS4

La mostra, che prende forma in vari spazi della Biblioteca e, in particolare, nelle due sale monumentali, è visitabile fino a sabato 19 settembre 2026 negli orari di visita delle sale storiche.