Venerdì 13 novembre alle 17, presso la Sala delle Vedute della Biblioteca Teresiana, si terrà la presentazione del volume di racconti Onirico vitale (Gattomerlino edizioni, 2026), ultima fatica letteraria di Stefano Iori con postfazione di Rosa Pierno.
Operazione di creatività spinta oltre il limite per superarlo e ridefinire ciò che è accessibile. Iori cerca di entrare nell'universo immaginativo di: Artaud, Borges, Rodari, Pozzi, Wiesel, Morante, Dickinson, Buber, Ginzburg, Rosselli, Plath, Penna, Szymborska, Caproni, Pasolini attraverso la porta dei sogni, dei simboli, dei ricordi e delle intuizioni. L’autore cerca di guardare il mondo evocando l’inconscio fantasioso dei grandi artisti e letterati. È un modo per avvicinarsi a una realtà interiore che solo il linguaggio del sogno sembra rendere percepibile.
«I quindici racconti di Onirico vitale – afferma l'autore – rappresentano la “trascrizione”, inventata ma non troppo, dato il lavoro di documentazione svolto, di lettere di poeti, saggisti e narratori che amo particolarmente. Ho immaginato che, in tali fantasiose/fantastiche missive, questi personaggi, che definisco “anime aggiunte”, mi abbiano raccontato loro sogni».
Immaginare l'universo onirico di un grande artista non significa ricostruire ciò che ha realmente sognato, ma esplorare lo spazio in cui il reale si trasfigura in simbolo, il sogno diventa linguaggio e l'immaginazione dischiude verità che la sola logica non riesce a esprimere.
Una galleria nella quale l'autoritratto di Van Gogh vibra come un organismo vivente, le borgate di Pasolini assumono la consistenza del mito, i gatti della Morante attraversano un tempo sospeso, tra memoria, infanzia e destino. Il volume vibra in una dimensione di confine, nella quale la realtà viene attraversata e trasformata dalla forza dell’immaginazione, fino a rivelare ciò che, a uno sguardo ordinario, rimarrebbe invisibile.
L'ingresso all'evento è libero.
Stefano Iori debuttò come saggista nel 1992 con il volume Scritture del teatro (Edizioni Provincia di Mantova). Si è rivelato alla critica con la filmografia ragionata I Grandi del cinema - Tinto Brass (Gremese Editore, 2000). Ha firmato sei libri di poesia: Gocce scalze (Albatros, 2011); Sottopelle (Kolibris, 2013, con prefazione di Gio Ferri); L'anima aggiunta (Edizioni SEAM, 2014, con prefazione di Beppe Costa e traduzione in inglese a fronte); Lascia la tua terra – Sinfonia del congedo (Fara Editore, 2017, con note critiche di Flavio Ermini, Gio Ferri, Rosa Pierno, Ida Travi); Il tocco dell'ignoto (peQuod, 2023, con prefazione di Flavio Ermini); Flussi 2023-2025, puntoacapo Editrice, 2025, con postfazione di Vincenzo Guarracino). Ha pubblicato il romanzo La giovinezza di Shlomo (Gilgamesh, 2015); il saggio Animali fantastici dell'ebraismo, (Terra d'ulivi Edizioni, 2020); il volume I semi dell'incanto. Racconti 1972–2020 (Gilgamesh, 2021); la raccolta di saggi L'albero della poesia (Terra d'ulivi Edizioni, 2025). È direttore responsabile della rivista letteraria Menabò e dei Quaderni del Premio Acerbi, nonché direttore artistico del Festival Mantova Poesia. Cura la collana Pensiero Poetico edita da Terra d'ulivi.